Detrazioni montascale: detrazioni fiscali e contributo legge 13/89

Le agevolazioni per favorire gli spostamenti di anziani e disabili

Molti anziani, nella terza e quarta età, e molti disabili si trovano ad avere difficoltà di movimento che impediscono loro di vivere una vita piena e serena. Faticano a salire e scendere le scale e spesso questo li porta a diminuire i loro movimenti, anche dentro casa, e a sentirsi meno utili per sé stessi e per gli altri.

La difficoltà fisica limita i movimenti anche al di fuori della propria abitazione: pur di evitare la fatica di eventuali scale da affrontare, preferiscono rimanere a casa.

La decisione di uscire meno ha conseguenze negative anche sulla socialità sia degli anziani sia delle persone con disabilità: incontrano meno familiari e amici, mantengono meno attivi corpo e mente, non hanno occasioni per coltivare nuovi rapporti d’amicizia.

Non riuscire ad affrontare le scale può quindi diventare un vero e proprio ostacolo che impedisce ad anziani e persone con disabilità di vivere la vita appieno. 

Una soluzione però c’è: il montascale, ovvero un dispositivo a poltroncina – come Vivace di KONE Motus – o a pedana che aiuta a salire e scendere le scale.

Vediamo insieme le diverse agevolazioni fiscali che permettono di risparmiare sull’acquisto del montascale per muoversi facilmente e senza fatica sulle scale.

La detrazioni fiscale del 50%

La detrazione IRPEF del 50% è una delle agevolazioni a cui si può accedere per l’installazione di un dispositivo che aiuta il movimento – montascale a poltroncina, pedana di sollevamento, ascensore – e in generale l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Si tratta di un’agevolazione destinata a persone fisiche, che viene calcolata su un totale di 96.000 euro, e restituita in 10 anni con 10 quote annuali dello stesso importo.

Con la proroga della Legge di Bilancio 2020 si può fare richiesta di accedere alla detrazione entro il 31 dicembre 2020. Oltre quella data la detrazione sarà minore – 36% anziché 50% – e diminuirà anche l’importo su cui calcolarla, che scenderà a 48.000 euro.

Per accedere alla detrazione bisogna emettere i pagamenti tramite bonifico parlante, una tipologia di bonifico in cui inserire il codice fiscale di chi chiede la detrazione e del destinatario del pagamento. È importante che nella causale si indichi il riferimento all’articolo 16-bis del Dpr 917/1986, Testo Unico delle imposte sui redditi.

Un’alternativa a questo tipo di agevolazione è la detrazione IRPEF del 19%.

La detrazione IRPEF del 19%

La detrazione IRPEF del 19% può essere richiesta in seguito all’acquisto di tutto ciò che può servire per accompagnare, sollevare o agevolare il movimento di una persona con disabilità come:

  • un montascale a pedana nuovo – come Fluido di KONE Motus – o la manutenzione di quello già presente in casa
  • l’adeguamento dell’ascensore al trasporto di una carrozzella

Possono accedere alla detrazione solo le persone a cui è stato riconosciuto lo stato di disabilità da parte di una Commissione medica, come previsto dell’articolo 4 della Legge n. 104/92, e quelli che sono stati ritenuti invalidi civili, di lavoro o di guerra da altre Commissioni mediche pubbliche.

L’IVA al 4%

Per aiutare le persone che hanno difficoltà motorie, visive o uditive, lo Stato ha previsto la possibilità di acquistare i mezzi necessari per aiutarle nella comunicazione orale o scritta, nel controllo dell’ambiente che le circonda, nell’accesso alle informazioni e alla cultura, agli esercizi di riabilitazione, con un’IVA apposita al 4%, anziché al 22% come per la maggior parte dei beni di consumo.

Questo tipo di IVA si applica all’acquisto dei dispositivi che permettono di abbattere le barriere architettoniche, come il montascale a poltroncina Vivace di KONE Motus, che permette alle persone con disabilità di affrontare facilmente le scale.

Il contributo della legge 13/89

Un altro contributo che può essere richiesto per l’installazione di un montascale, a poltroncina o a pedana, è previsto dalla Legge 13/89 che riguarda gli interventi per favorire il superamento e l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Si tratta di un contributo Statale che viene suddiviso tra le varie Regioni in base al loro fabbisogno e poi tra i Comuni che lo richiedono.

Il contributo può essere richiesto per persone portatrici di “menomazioni o limitazioni funzionali permanenti” che causano difficoltà di movimento, dimostrate da apposito certificato.

Ammontare del contributo per superare le barriere architettoniche

Il contributo in denaro assegnato dalla legge n° 13/89 è pari alla somma di 2.582,28 euro per interventi di spesa dello stesso importo. Se la spesa è maggiore, il contributo aumenta del 25% fino a spese pari a 12.911,42 e di un ulteriore 5% per costi superiori a 12.911,42 euro.

Nel caso, quindi, la spesa necessaria per gli interventi sia di 10.000,00 il contributo è di € 4.436,71.

I documenti necessari per la richiesta

La richiesta del contributo deve essere presentata entro il 1° marzo di ogni anno al sindaco della città in cui si trova l’immobile su cui intervenire. Ad essa bisogna allegare una marca da bollo di 16 euro e alcuni documenti, tra cui:

  • un certificato rilasciato da un medico in cui è indicato la patologia di cui soffre la persona e le conseguenti limitazioni motorie
  • il preventivo che contiene la descrizione degli interventi necessari per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche e il loro costo
  • un’autocertificazione in cui è indicato dove si trova l’immobile su cui intervenire, quali interventi si vogliono fare e che non si sono avuti altri contributi – derivanti da leggi statali o regionali, fatta eccezione per le detrazioni fiscali
  • fotocopia autenticata del certificato di invalidità, rilasciato dall’ASL, se si ha un’invalidità del 100%
  • fotocopia della carta d’identità e del codice fiscale

In alcuni casi può essere necessario presentare anche questi documenti:

  • l’autorizzazione del Condominio firmata dall’Amministratore in seguito a delibera dell’assemblea condominiale per il via libera ai lavori
  • un atto che provi l’assenso del locatario all’intervento, nel caso in cui il beneficiario abiti in un appartamento in affitto 
  • l’atto di tutela, originale o una copia autenticata, se il beneficiario è un minore o ritenuto per legge “incapace”

Come ricevere il contributo della legge 13/89

Entro 30 giorni dal termine per la presentazione delle domande, il sindaco rende nota una graduatoria per l’affidamento dei contributi per cui hanno la precedenza i portatori di handicap “riconosciuti invalidi totali” con difficoltà motorie.

Se si è destinatari del contributo, lo si riceverà entro 15 giorni dalla data di emissione delle fatture per pagare i lavori di adeguamento dell’immobile. Nel caso in cui non si sia rientrati nella graduatoria per quell’anno, la domanda rimane valida per l’anno successivo.

Acquistare un montascale

Come abbiamo visto ci sono molte agevolazioni fiscali a cui si può accedere per l’acquisto di un montascale a pedana o a poltroncina: detrazione del 50%, detrazione del 19%, IVA agevolata al 4%.

La legge n° 13/89 favorisce inoltre l’acquisto tramite un contributo in denaro, assegnato in base al posizionamento nella graduatoria comunale.

Prima di acquistare un montascale bisogna valutare le difficoltà motorie della persona, farsi un’idea del costo dell’intervento e trovare quale delle agevolazioni viste possa essere più conveniente per l’intervento di superamento o eliminazione delle barriere nella propria abitazione.

I consulenti KONE sono a disposizione per un sopralluogo e un preventivo gratuiti.