Giornata internazionale delle persone con disabilità 2018

Poche risorse e scarsa attenzione ai bisogni

Quattro milioni e 360 mila persone disabili in Italia, delle quali 2 milioni e 600 mila ha un’età superiore a 65 anni e vive nelle regioni del Mezzogiorno. I dati, elaborati dall’Istat, segnalano anche che un terzo di queste persone vive da solo e tra gli over65 la quota supera il 42%.

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, promossa dalla Commissione Europea in accordo con le Nazione Unite e che si celebra il 3 dicembre, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane traccia – proprio a partire dai dati Istat, un quadro preoccupante, segnalando la particolare vulnerabilità di alcune categorie e la mancanza di adeguate politiche sanitarie di assistenza.

“La disabilità è una condizione che interesserà sempre più italiani, grazie al costante allungamento della vita – afferma Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, diretto da Walter Ricciardi – per questo il nostro sistema di welfare si troverà ad affrontare una domanda crescente di servizi per assicurare a queste persone l’assistenza sanitaria e sociale e il diritto a vivere una vita indipendente”.

La perdita di autonomia

Secondo l’analisi svolta dall’Osservatorio, il problema più grave per queste persone è la perdita di autonomia. Tra gli over 75, infatti, una persona su cinque ha gravi difficoltà a svolgere le attività quotidiane più semplici, una persona di oltre 50 anni su dieci non è autonoma nell’uso del telefono, nel prendere i farmaci o nel gestire il denaro. Quasi un quarto delle persone con disabilità che vive in Italia ha gravi problemi di mobilità, non riesce a camminare o a salire le scale, il 5,3% non riesce a sentire e il 6,6% non vede. Limitazioni che, nella maggior parte dei casi, sono acuite da problemi depressivi e da precarie condizioni psicologiche.

Secondo dati Eurostat, le risorse destinate alla disabilità nel 2016 sono state circa 28 miliardi di euro, il 5,8% del totale della spesa per la protezione sociale, a differenza della media degli altri Paesi europei, fissato al 7,3%. La spesa pro capite, a parità di potere di acquisto, nel nostro Paese è di 457 euro annui, che ci colloca a metà della graduatoria dei Paesi dell’UE-28, dopo quelli del Nord-Europa.

Una delle difficoltà che incontrano le persone con disabilità, secondo quanto ha riscontrato l’Osservatorio, è il “supporto sociale” debole, ovvero una bassa percezione rispetto alla rete di persone sulle quali si può contare in caso di bisogno.

Il sostegno agli anziani è più carente nelle regioni del Centro e nelle città densamente popolate, nelle quali la percentuale con sostegno debole si attesta, rispettivamente, al 19,2% e al 20,2%. Il 58% degli anziani ha difficoltà nelle attività di vita quotidiana e ha bisogno di maggiori aiuti.  Il bisogno di aiuto si attesta al 49% tra coloro che hanno gravi difficoltà nel preparare pasti, fare la spesa o gestire le proprie risorse economiche e si riscontra, in particolare, tra gli anziani con grado di istruzione e livelli di reddito più bassi.

È evidente, dunque, la carenza di servizi da parte del sistema di protezione sociale e una ricaduta inevitabile sulle famiglie, che continuano a farsi carico delle attività di cura e di assistenza.

“L’auspicio è che la politica prenda coscienza al più presto del fatto che è opportuno rivedere il modello di welfare italiano – afferma Solipaca –  e modificare l’organizzazione e l’allocazione delle risorse tra Sanità, Assistenza e Previdenza, poiché lo scenario appena descritto è destinato a peggiorare”.