Che permessi ci vogliono per realizzare un miniascensore esterno?

Ecco le autorizzazioni necessarie per installare un miniascensore esterno alla vostra casa o al condominio.

Quando lo spazio all’interno di un piccolo condominio o di un’abitazione su più livelli non consente l’installazione di un ascensore, il miniascensore esterno (o piattaforma elevatrice) è la soluzione migliore per abbattere le barriere architettoniche. Senza contare che un impianto di questo tipo non risponde solo alle esigenze di chi ha una disabilità o delle difficoltà motorie e sensoriali, ma è di aiuto a tutti gli abitanti della casa o del condominio.

Se anche voi vivete in un edificio con due o più piani dove non è possibile installare un ascensore interno, probabilmente vi sarete chiesti se sono necessari dei permessi per realizzare un miniascensore esterno e quali sono.

Gli interventi che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche rientrano fra i lavori di edilizia libera. È il caso dell’installazione di rampe, servoscala o montascale, montacarichi e ascensori interni. Lo conferma il DM 2 marzo 2018 o Glossario unico per le opere di edilizia libera, che inserisce questi interventi fra quelli che non necessitano di alcuna richiesta o approvazione da parte del Comune. Nel caso dei miniascensori interni, però, non servono permessi solo se l’installazione non incide sulla struttura portante dell’edificio.

Per quanto riguarda il miniascensore esterno, le cose cambiano.

A differenza degli altri interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, un impianto di questo tipo modifica la sagoma e i volumi del fabbricato. Pertanto non può rientrare fra i lavori di edilizia libera e può essere installato solo una volta ottenuti i permessi necessari.

Le autorizzazioni da richiedere per la realizzazione di una piattaforma elevatrice (miniascensore) dipendono non solo dalla sua posizione e visibilità, ma anche dalla presenza o meno di vincoli artistici, storici o paesaggistici, quindi dalla classificazione dell’immobile.

Miniascensore esterno: i permessi necessari a seconda della posizione e della visibilità

Il miniascensore esterno può essere installato in una zona non visibile dalla strada, per esempio all’interno delle parti comuni condominiali, come il cortile, oppure lungo le facciate esterne dell’edificio, risultando quindi ben visibile.

In entrambi i casi è obbligatorio presentare la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata), incaricando un professionista abilitato a predisporre i disegni e “asseverare” la pratica, cioè presentare la richiesta indicando gli interventi previsti e dichiarando che la realizzazione del miniascensore esterno rispetta le norme antisismiche, antincendio, igienico sanitarie ed energetiche obbligatorie.

In base alla posizione della piattaforma elevatrice esterna e alla presenza o meno di vincoli monumentali, servono altri permessi oltre alla CILA.

Autorizzazioni e regole da seguire quando il miniascensore non è visibile dallo spazio pubblico

In questo caso l’installazione della piattaforma elevatrice non incide sull’estetica della facciata esterna dell’edificio e se l’immobile non è sottoposto a vincoli, va presentata solo la CILA. Tuttavia, se si tratta di un condominio, il progetto per la realizzazione del miniascensore non deve ledere il diritto dei condòmini alla luce e alla veduta, al godimento e all’utilizzo delle parti comuni e deve rispettare il decoro architettonico dell’immobile, per non ridurre il suo valore economico.

Significa che non si possono costruire ostacoli che riducono l’illuminazione all’interno degli appartamenti o che impediscono di aprire le finestre e di sporgersi. Inoltre, la riduzione dello spazio comune causata dall’installazione dell’ascensore è ammessa solo se non impedisce totalmente alle persone di utilizzare alcuni spazi, come il parcheggio.

Se invece si tratta di un edificio di interesse storico-artistico, soggetto a tutela monumentale, bisogna chiedere un’ulteriore autorizzazione, presentando il progetto alla Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio competente, che entro 120 giorni deve valutarlo e dare il suo parere. In questo caso, quindi, oltre alla predisposizione della CILA, per poter installare il miniascensore esterno bisogna prima aspettare che la Soprintendenza dia il suo nulla osta.

A questo proposito, rimandiamo a un nostro recente articolo: Installare un miniascensore esterno in un palazzo storico.

Permessi da richiedere quando il miniascensore è visibile dallo spazio pubblico

Quando il miniascensore esterno deve essere posizionato su una delle facciate dell’edificio visibili dallo spazio pubblico, la CILA non è l’unico documento da presentare, perché vanno richieste autorizzazioni specifiche che, anche in questo caso, dipendono dal valore storico-artistico dell’immobile.

Se l’edificio non è soggetto a tutela monumentale, bisogna presentare al Comune in via telematica la relazione paesaggistica redatta da un tecnico abilitato e l’Autorizzazione Paesaggistica Semplificata (DPR 31/2017). Il Comune a sua volta trasmette questi documenti alla Soprintendenza entro 60 giorni.

Se invece l’edificio è sottoposto a tutele, bisogna chiedere alla Soprintendenza un’autorizzazione per l’esecuzione del lavoro, presentando il progetto e la documentazione in materia di tutela del patrimonio architettonico e di mitigazione del rischio sismico.

Installazione di un miniascensore esterno in condominio

L’installazione di una piattaforma elevatrice esterna migliora l’accessibilità del condominio a beneficio di tutti gli abitanti dell’edificio. Tuttavia resta un intervento che richiede il consenso della maggioranza dei condòmini.

Prima ancora di presentare la CILA e di chiedere gli eventuali permessi che abbiamo appena riepilogato, occorrerà una delibera condominiale a favore di questo intervento. La ripartizione delle spese sarà divisa fra tutti i condòmini sulla base dei millesimi.

Nel caso in cui la maggioranza dei condòmini si opponga all’installazione del miniascensore, la legge prevede che chi è a favore dell’intervento esegua i lavori a sue spese, dopo aver informato l’assemblea condominiale. I lavori, però, non devono danneggiare il decoro architettonico dell’edificio, alterarne la stabilità e impedire l’utilizzo di alcune parti comuni.

In tutti i casi risulta indispensabile la consulenza di un professionista esperto che potrà valutare il caso specifico e consigliare la soluzione più adatta ad abbattere le barriere architettoniche in condominio, nel rispetto della legge e a tutela di tutte le persone che vi abitano.

Vivete in un piccolo condominio e state valutando l’installazione di un miniascensore?

Gli uffici KONE della vostra zona (https://www.konemotus.it/provincia/) sono a disposizione per consigliarvi.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *