Realizzazione di un ascensore nelle case di ringhiera

Eliminare le barriere architettoniche nelle case di ringhiera grazie ad un miniascensore esterno

Tipiche dei grandi centri urbani di Lombardia e Piemonte, le case di ringhiera, o case a ballatoio, sono fabbricati di edilizia popolare su più piani – in genere da 3 a 6 – con una caratteristica particolare: l’ingresso degli appartamenti affaccia direttamente su un ballatoio comune che corre lungo tutta la facciata dell’edificio.

Questa tipologia abitativa risale agli inizi del Novecento, un’epoca in cui avere l’ascensore era considerato un lusso, quindi molti edifici con ballatoio ne sono sprovvisti. Oggi che l’accessibilità è diventata un requisito sempre più importante nella scelta dell’abitazione in cui vivere, sono in molti a realizzare un ascensore nelle case di ringhiera con l’obiettivo di abbattere le barriere architettoniche e di aumentare il valore dell’immobile.

A differenza di un edificio tradizionale, dove gli spazi comuni di collegamento – androne e vano scale – si trovano all’interno del corpo del fabbricato, in una casa di ringhiera questa funzione è svolta dal ballatoio esterno. Quindi è proprio in questa zona dell’edificio che si può scegliere di installare un ascensore, da posizionare in un’area della facciata che permetta all’impianto di servire tutti i piani del condominio, ma senza intralciare il transito dei condòmini. Quando le case di ringhiera si sviluppano solo su due o tre piani, invece, un’alternativa altrettanto valida è il più economico e meno invasivo miniascensore esterno o piattaforma elevatrice.

Miniascensore esterno per case di ringhiera

Il miniascensore esterno in condominio è un sistema efficace per superare le barriere architettoniche negli edifici con pochi piani e nelle situazioni in cui non è possibile installare un ascensore tradizionale. A differenza di quest’ultimo, infatti, non richiede particolari interventi strutturali e può essere installato in spazi contenuti, purché vengano rispettati i diritti dei condòmini alla luce, alla veduta, all’uso delle parti comuni e a condizione che il miniascensore non abbia un impatto visivo tale da compromettere il valore dell’immobile (art. 1102 Codice Civile).

Tuttavia, anche se la piattaforma elevatrice esterna occupa poco spazio, si tratta comunque di un intervento che modifica la sagoma e i volumi del fabbricato, quindi non rientra tra i lavori di edilizia libera.

Una volta ottenuta l’approvazione da parte dei condòmini e prima di procedere con l’installazione, è fondamentale richiedere i permessi necessari per legge: bisogna presentare la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) e verificare se l’edificio è di interesse storico-paesaggistico, richiedendo, quando è il caso, anche il nulla osta della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio.

Consigli per scegliere una piattaforma elevatrice da esterno bella e resistente

Design e coerenza estetica sono elementi imprescindibili nella scelta del miniascensore esterno da installare nelle case di ringhiera, perché la piattaforma elevatrice è un elemento successivo alla costruzione dell’edificio, che deve armonizzarsi perfettamente con lo stile architettonico dell’immobile.

Normalmente il vetro è il materiale più usato nelle piattaforme elevatrici da esterno, perché alleggerisce la struttura di cabina e vano corsa, rendendo inoltre più piacevole l’uso del miniascensore, soprattutto per chi non ama gli spazi chiusi e angusti. Combinato insieme ad acciaio, alluminio o ferro, l’impianto in vetro può integrarsi perfettamente nell’architettura delle case di ringhiera in cui viene installato.

Un altro aspetto da considerare è la resistenza. Il miniascensore esterno è costantemente sottoposto agli agenti atmosferici, agli sbalzi termici, agli urti e alle scosse sismiche. Quindi i materiali usati per costruirlo devono essere resistenti al fuoco e all’ossidazione, il vano corsa deve essere testato per resistere alle infiltrazioni di acqua e umidità e se il miniascensore è rivestito in vetro o plexiglass, questi devono essere infrangibili e certificati per tollerare urti, vibrazioni, compressioni, graffi e ogni tipo di sollecitazione.

I miniascensori esterni KONE Motus sono versatili e possono adattarsi facilmente a qualsiasi esigenza architettonica.

Il modello Dinamico, in particolare, si presta bene all’installazione negli spazi esterni, come le case di ringhiera. È una piattaforma elevatrice con trazione elettrica a vite, che può essere installata anche in piccoli vani. Può essere usato sia come montacarichi o elevatore per disabili per abbattere le barriere architettoniche, sia come impianto elevatore per piccoli condomini. Il gruppo di trazione è integrato nella struttura del miniascensore, quindi non ha bisogno di un locale centralina. Le opere murarie per installarlo sono ridotte al minimo: per la messa in posa basta togliere una mattonella o ricavare un avvallamento di 50 mm. Può trasportare da 4 a 6 persone e come tutti i prodotti KONE è sicuro: è dotato del pannello di comando a bordo macchina e funziona solo se la persona in cabina mantiene attivo il dispositivo di movimento.

Case di ringhiera accessibili: fascino vintage, comfort moderno

Le case di ringhiera sono nate agli inizi del Novecento per far fronte all’aumento della popolazione operaia nelle grandi città e oggi sono molto ricercate da chi, affascinato dall’atmosfera vintage e dal senso di comunità che si respira ancora fra i vecchi ballatoi dei quartieri del centro, sceglie di abitarvi, senza rinunciare al comfort di un’abitazione moderna e accessibile.

Ne sono uno splendido esempio alcune delle case di ringhiera di Brera e dei Navigli a Milano, che mantengono intatte le caratteristiche architettoniche del passato, ma con la necessaria attenzione alla piena vivibilità degli spazi.