Un’app gratuita a sostegno delle persone con Parkinson

“NoiParkinson” è la nuova applicazione nata per offrire un supporto a pazienti, medici e caregivers nella gestione quotidiana della malattia.

Realizzata da Havas Life – una delle principali multinazionali che si occupano di comunicazione integrata nell’area della prevenzione, della salute e del benessere – con il contributo di UCB Pharma, è parte integrante del progetto PALS – Parkinson Alliance for better Life Solutions – finalizzato a migliorare la conoscenza della malattia, fornendo dei contenuti educazionali e di formazione, nonché un sistema organizzato e organico di consigli pratici per adattare le proprie abitudini di vita alla malattia, nelle sue varie fasi.

L’App è frutto di un rigoroso lavoro curato da un nutrito gruppo di esperti: neurologi, fisiatri, dietologi, gastroenterologi, urologi e psicologi. “NoiParkinson” faciliterà il dialogo con i medici e sarà un vero “assistente digitale” in grado di aiutare pazienti e caregiver nella gestione della malattia, sia nella quotidianità sia di fronte ad emergenze ed imprevisti. Fornisce tante informazioni utili, suddivise e organizzate in diverse sezioni, linee guida, indicazioni terapeutiche, consigli di nutrizione e riabilitazione. Tutte rigorosamente supportate dalla recente letteratura scientifica e in costante aggiornamento.

“Il progetto dell’applicazione scaturisce dall’idea di coniugare due principi chiave per un’ottimale gestione della malattia di Parkinson: multidisciplinarietà da un lato e patient empowerment dall’altro – spiega il dottor Alessandro Tessitore, responsabile del Centro Parkinson e Disordini del Movimento dell’Università degli Studi della Campania – Numerose evidenze in letteratura ci dicono, infatti, che su questi due aspetti convergono le sfide chiave e da qui siamo partiti per approdare allo sviluppo di uno strumento di digital health come la App NoiParkinson”.

Come funziona l’app

Nella app, scaricabile da Play Store per Android e App Store per iPhone, si trovano vari strumenti a disposizione dei pazienti, come video per effettuare esercizi di riabilitazione e un’area dedicata all’alimentazione con indicazioni dietetiche adatte a chi soffre di questa patologia.

Inoltre, sono presenti anche test e questionari di autovalutazione ai quali il neurologo curante può sottoporre il paziente per seguire la progressione della malattia e monitorare i sintomi.

“È riduttivo identificare la malattia di Parkinson solo con il tremore – precisa il professor Pietro Cortelli, Presidente dell’Accademia LIMPE-DISMOV, associazione di neurologi che si occupa di Parkinson –  Pur rappresentando la manifestazione più evidente della malattia, oggi sappiamo che ad esso si accompagnano altre complicanze importanti come disturbi dell’equilibrio, rigidità e lentezza dei movimenti. Per questo, i pazienti devono spesso far ricorso a un aiuto esterno. La gravità della patologia è tale da avere conseguenze sensibili anche sulla vita di chi presta assistenza, che in media dedica quasi 9 ore della giornata alla persona malata”.

Il Parkinson in Italia

Ogni anno si ammalano di Parkinson dalle 5 alle 20 persone ogni 100.000 e il numero totale di pazienti in Italia si stima superi i 250.000. Nel mondo sono circa 4 milioni, cifra che potrebbe raddoppiare entro il 2030, con un impatto significativo sulla vita di tutte le persone colpite, sia direttamente sia perché coinvolte nell’assistenza.

Nel 79% dei casi, chi assiste i pazienti ne risente anche a livello di salute, soprattutto per il senso di stanchezza (65%), ma anche per depressione (13% delle donne, 2,1% degli uomini).  Il supporto fornito dai caregiver è fondamentale, perché l’80% dei pazienti affetti da malattia di Parkinson ha bisogno di aiuto per ricordarsi di prendere i farmaci agli orari corretti.

Dunque, una sfida sanitaria e sociale che richiede di essere affrontata con urgenza, mettendo in campo soluzioni tempestive, efficaci e innovative.

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