Una casa senza barriere architettoniche 

Come rendere più accessibile la propria casa

Una casa priva di barriere architettoniche è uno spazio vivibile, di indipendenza e libertà di movimento. Migliora la qualità della vita a qualsiasi età e fa la differenza nel caso delle persone disabili. 

Per questi motivi, negli ultimi decenni il concetto di accessibilità – che definisce uno spazio privo di barriere architettoniche – si è fatto spazio nella sfera pubblica. L’importanza della progettazione in ottica di accessibilità è ormai un punto cardine in architettura e la ristrutturazione di edifici esistenti secondo canoni di accessibilità è un processo che le amministrazioni pubbliche incentivano con leggi e agevolazioni fiscali dedicate, che vedremo tra poco.

Gli elementi che rendono una casa accessibile

Iniziamo con le definizioni: con barriere architettoniche si definiscono quegli impedimenti fisici che ostacolano il movimento o l’accesso nei vari ambienti domestici.

Quali sono i parametri che definiscono se una casa è accessibile? Analizziamo le principali categorie di barriere architettoniche domestiche per capire come rimuoverle e come migliorare l’accessibilità di un’abitazione con alcuni interventi mirati.

1) Rimozione delle barriere architettoniche alla mobilità

Rampe di scale e scalini sono l’ostacolo più evidente all’accessibilità in casa. Impediscono il movimento di chi si sposta in carrozzella o con altri ausili e limitano fortemente l’indipendenza di anziani, persone con una capacità motoria limitata o soggette ad affaticamento.

 Le scale sono di due tipi:

  • esterne, per collegare l’appartamento con il piano strada. In assenza di un ascensore, miniascensore o montascale, le rampe di scale condominiali possono limitare fortemente la vita sociale e gli spostamenti quotidiani delle persone con difficoltà motorie
  • interne ad un appartamento disposto su più livelli o con piani ammezzati, mansarde, piani interrati. La persona è penalizzata nelle normali attività quotidiane e nel passaggio da un ambiente all’altro della casa.

In entrambi i tipi di scale la soluzione più risolutiva, rapida e con il miglior rapporto qualità/prezzo è l’installazione di un montascale o di un miniascensore. Questa gamma eterogenea di prodotti è accomunata dai vantaggi che offre in termini di accessibilità:

  • nel caso di un montascale, impianti flessibili e personalizzabili per qualsiasi tipo di scala lineare, composta o a chiocciola, con un numero variabile di rampe, con o senza pianerottoli, a larghezza ridotta, per installazioni interne o esterne
  • spesso non sono necessari lavori in muratura, scavi, permessi edilizi e procedure burocratiche come nel caso di un ascensore tradizionale
  • installazione rapida
  • funzionamento con un ridotto fabbisogno energetico
  •  capacità di adattarsi, a livello stilistico e funzionale, a qualsiasi tipo di ambiente, per esempio l’atrio di un palazzo storico, un minicondominio degli anni ‘60, appartamenti di città o di vacanza in stile rustico o contemporaneo
  •  possibilità di beneficiare degli incentivi all’acquisto previsti della legge.

KONE Motus offre soluzioni complete per l’accessibilità domestica:

  • l’elegante modello Vivace di KONE Motus, montascale con poltroncina richiudibile, adatto per percorsi rettilinei e curvilinei, interni e per scale esposte
  • il versatile montascale a pedana Fluido di KONE Motus, adatto anche per trasportare disabili su sedia a rotelle 
  •  il miniascensore di design con struttura a cabina Armonico di KONE Motus, disponibile anche per vani scale di dimensioni ristrettissime nella versione Armonico Leggero
  • la piattaforma elevatrice Dinamico di KONE Motus, adatta anche per spazi con altezze ridotte

Per procedere alla scelta del modello più adatto è necessario valutare la conformazione degli spazi e le esigenze specifiche delle persone. Ci si può rivolgere ai referenti di zona KONE Motus per avere una consulenza orientativa gratuita. 

2) Superamento di piccoli dislivelli che ostacolano la vivibilità della casa

Un’abitazione può presentare un altro tipo di barriere architettoniche che impediscono la fruizione sicura e serena dello spazio: gradini singoli, gruppi di scalini e dislivelli tra gli ambienti o in corrispondenza dell’ingresso, dell’accesso al terrazzo, al cortile, e così via. 

Quando le dimensioni contenute del dislivello non giustificano la presenza di un montascale o di un miniascensore si può ricorrere all’uso di una rampa, che può essere fissa o mobile, se la frequenza di utilizzo non è elevata, e può occupare tutta la superficie o una porzione del passaggio. Per capire se la pedana è la soluzione migliore occorre fare alcune valutazioni. La normativa stabilisce che un dislivello fino a 2,5 cm possa essere superato senza ausili, esercitando una forza maggiore sulla carrozzella. In caso di altezze superiori è indispensabile servirsi di una pedana. Un disabile in carrozzella può superare in autonomia e senza sforzi pendenze tra il 3% e il 5%, con il valore limite del 6%. Per pendenze tra il 6-8% serve un aiuto esterno. 

Se lo spazio lo consente, per diminuire l’inclinazione della pedana si può creare un percorso più lungo con rampe intervallate da pianerottoli orizzontali. È il caso dei percorsi per accedere al giardino, al parcheggio o al terrazzo. 

In casa sono molto utili anche le pedane passacordolo da posizionare sulla soglia di una porta o di una porta-finestra, sopra il cordolo, per renderla accessibile da entrambi i lati. 

Per facilitare l’autonomia di movimento, è importante posizionare maniglie ergonomiche e corrimano nei punti strategici, in corrispondenza di scale, pedane, all’ingresso, vicino ai sanitari, al letto o alla poltrona. Osservando le abitudini quotidiane della persona che le userà, si possono individuare i punti più critici e porre gli appigli ad un’altezza adeguata. Per esempio, per chi si sposta in carrozzella, l’altezza ottimale è tra gli 80 e i 100 cm.

3) Adeguamento di spazi di manovra e passaggi

Lo spazio necessario per effettuare manovre, invertire la direzione del movimento e spostarsi lateralmente è un aspetto fondamentale per la mobilità domestica di chi utilizza deambulatori, sedie a rotelle, bastoni o stampelle.

Spesso la casa riserva insidie nascoste: ingressi e corridoi angusti, spazi di manovra insufficienti sui balconi, in bagno o quando si apre la porta del frigo. Le soluzioni sono varie: in alcuni casi è sufficiente sostituire le porte interne con un modello a scrigno o spostare i mobili per creare spazi più ampi, senza ricorrere a modifiche strutturali. Le ante a battente possono essere eliminate in favore di infissi saliscendi funzionanti con una leggera pressione o con comandi elettrici e provvisti di serrande elettriche. Per gli armadi la soluzione migliore è adottare porte a scomparsa o a soffietto e per i pensili della cucina si può optare per antine a scorrimento, a serranda, a ribalta (o vasistas), con la possibilità di aperture automatizzate.

Anche nel caso di montascale e miniascensori è importantissimo studiare gli spazi di manovra. Esistono modelli di dimensioni adeguate per chi utilizza carrozzelle, motorini elettrici o deambulatori, da solo o con un accompagnatore: le pulsantiere e i corrimano sono posizionabili ad un’altezza accessibile e le porte sono a soffietto o a scomparsa.

4) Altezza e posizionamento di interruttori e accessori

Per un disabile che usa la sedia a rotelle, una casa standard presenta molte insidie e attività inaccessibili. 

Nella casa accessibile occorrono alcune modifiche strutturali e accortezze: 

  •  il citofono deve essere ad un’altezza tra i 110-130 cm da terra
  • gli interruttori, a seconda delle esigenze, sono posti tra i 60 e i 140 cm
  •  le prese di corrente, in base alla destinazione d’uso prevalente, hanno un’altezza minima di 45 cm e massima di 115 cm
  • il lavabo ha un’altezza consigliata di 80 cm ed è preferibilmente senza colonna per permettere l’avvicinamento in carrozzella
  • i sanitari prevedono uno spazio frontale (80 cm) e laterale (100 cm) per l’avvicinamento della carrozzina
  • è preferibile una doccia a pavimento, senza dislivello
  • il mobile bagno per disabile copre di preferenza uno spazio verticale tra i 40 e i 140 cm
  • il lavabo di bagno e cucina ha una profondità massima di 60-65 cm per garantire l’utilizzo da seduti.

La domotica viene in aiuto della casa accessibile con una varietà di soluzioni personalizzabili per automatizzare le principali operazioni di gestione della casa: aprire e chiudere porte, attivare antifurti a orari programmati, accendere le luci e regolarne l’intensità, comporre numeri di telefono e comunicare con l’esterno, attivare tv e impianti musicali. I dispositivi a riconoscimento vocale, con microchip, a sfioramento o a pressione vengono incontro alle esigenze della persona disabile garantendole il massimo livello di sicurezza e affidabilità.

Agevolazioni fiscali per il superamento delle barriere architettoniche

Le spese per l’abbattimento delle barriere architettoniche sono una priorità nel caso di anziani, disabili e persone che convivono con varie patologie e rappresentano sempre un investimento lungimirante quando si acquista una casa.

La legge 104/92 prevede incentivi per l’acquisto a IVA agevolata di ausili e accessori che migliorano l’accessibilità e agevolazioni fiscali per la ristrutturazione di una casa per eliminare le barriere architettoniche. Per capire le possibilità offerte dalla legge, vi invitiamo a consultare il nostro articolo dedicato: https://www.konemotus.it/blog/abbattimento-barriere-legge-104/.