Disability Card, novità nella legge di bilancio

Arriva dalla Legge di Bilancio per il 2019 un’accelerazione al percorso della Disability Card.  La normativa, al comma 563 dell’art.1, stabilisce che “al  fine di agevolare l’accesso a benefici, supporti ed opportunità utili alla promozione dei  diritti delle persone con disabilità, con decreto del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con i Ministri del lavoro e delle  politiche sociali, delle infrastrutture e dei trasporti e per i beni e le attività culturali, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri per il  rilascio della Carta europea della disabilità in Italia e sono determinate le modalità per l’individuazione degli aventi diritto e per la realizzazione e la distribuzione della stessa a cura dell’INPS”. Per queste attività è stata autorizzata la spesa di un milione e mezzo di euro per ciascuno degli anni, dal 2019 al 2021.

Uno strumento europeo

La Disability Card è nata allo scopo di agevolare a livello europeo l’accesso ai benefici offerti ai cittadini con disabilità, promuovendone l’inclusione e il pieno riconoscimento dei loro diritti. Come dire, uno strumento riconosciuto in Europa, che consente un accesso condiviso e paritario a vari servizi gratuiti o a costo ridotto nei settori dei trasporti, cultura, tempo libero, in regime di reciprocità con i Paesi che hanno aderito all’iniziativa.

Il progetto della Disability Card nasce nell’ambito della Strategia UE sulla disabilità 2010-2020, a partire proprio dalla constatazione della difformità e delle differenti condizioni per accedere a servizi e agevolazioni. Della questione si sono occupati anche il Parlamento e il Consiglio Europeo, con l’approvazione nel dicembre 2013 del regolamento n. 1381 che ha istituito il programma “Diritti, uguaglianza e cittadinanza”, per il periodo 2014-2020.

Associazioni e istituzioni coinvolte

Per garantire l’attuazione del programma è stata prevista la realizzazione di uno strumento ad hoc, la Disability Card, con il coinvolgimento di associazioni e istituzioni. In Italia, la Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), hanno seguito da vicino le fasi preparatorie del progetto, lavorando fianco a fianco con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Nel 2017 la Fish, insieme con le associazioni dei Paesi promotori del progetto (Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Malta, Slovenia, Romania e la stessa Italia) ha effettuato una rilevazione sulle prerogative richieste per l’accesso a beni e servizi (in particolare mobilità, cultura e tempo libero), sono state raccolte adesioni ed è partita anche una diffusa azione di sensibilizzazione. L’indagine della Fish ha, tuttavia, fatto emergere uno dei problemi più diffusi, ovvero la difficoltà da parte dei gestori dei servizi ad orientarsi tra le tante certificazioni di invalidità. Problema che – è un auspicio generale – si spera possa essere superato proprio con la diffusione della Card.

La novità contenuta nella legge di Bilancio, dunque, ha impresso un’accelerazione importante per la piena operatività di uno strumento inclusivo necessario a garantire reali pari opportunità.