Pedane per disabili

Le pedane per disabili, uno strumento per migliorare l’accessibilità negli spazi pubblici e privati

La pedana è uno degli strumenti più efficaci e diffusi per superare i dislivelli piccoli e medi che ostacolano l’autonomia di movimento di chi si sposta con carrozzelle elettriche o ad auto spinta, scooter per disabili e altri ausili.

Le barriere architettoniche sono un problema quotidiano nelle nostre città. Basta la presenza di uno o più gradini per impedire alla persona disabile di transitare in modo autonomo su un marciapiede o entrare in un edificio. Posizionare una rampa a copertura del dislivello annulla l’ostacolo, semplificando inoltre il transito per chi spinge passeggini e carrozzine per bambini, carrelli montacarichi, biciclette, barelle.

Scopriamo le tipologie di pedane a disposizione e gli aspetti da considerare nella scelta.

Pedane per disabili: normativa di riferimento e regole per l’installazione

Le pedane sono tra i dispositivi che la legge n. 13/1989 per il superamento delle barriere architettoniche individua per creare dei percorsi pienamente accessibili e segnalati, dedicati a chi ha ridotte capacità motorie, visive e sensoriali. Anche la successiva legge 104/92 – la legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate – inserisce le pedane e le rampe tra gli strumenti migliorativi che realizzano il diritto all’accessibilità.

Prima di procedere alla scelta di un percorso accessibile, è importante sapere che il quadro normativo italiano stabilisce una serie di agevolazioni fiscali per il superamento delle barriere architettoniche, negli edifici e nelle singole unità immobiliari.

Dislivelli e pendenze della rampa

L’inserimento di una rampa per rimuovere le barriere architettoniche è vincolata ad alcuni parametri che la rendono sicura e agevole.

La legge sull’accessibilità stabilisce che la pedana è obbligatoria per superare dislivelli minimi pari o superiori a 2,5 cm. Al di sotto di questo valore si ritiene che sia sufficiente esercitare una forza maggiore sulla carrozzella per superare l’ostacolo. Tuttavia esistono pedane adatte per eliminare anche i gradini più bassi di 2,5 cm, che possono risultare fastidiosi e poco agevoli, soprattutto in ambito domestico.

Il dislivello massimo che si può coprire con una pedana è 3,20 metri. Nei casi di distanze rilevanti da coprire con un percorso a rampe, occorrerà progettare un camminamento sufficientemente lungo e di pendenza moderata. La legge stabilisce l’obbligo di mettere in successione una serie di rampe inclinate di lunghezza massima di 10 metri ognuna, intervallate da un pianerottolo orizzontale.

Un altro parametro fondamentale è la pendenza della pedana, che non deve essere eccessiva, per consentire alla persona disabile di salire autonomamente senza eccessivo sforzo e di scendere senza che la carrozzella acquisti troppa velocità.

Calcolare il dislivello è semplice: per esempio, se per superare un gradino alto 8 cm utilizzo una pedana lunga 1 metro (100 cm), avrò un dislivello dell’8%.

Sono considerate ammissibili per l’accesso autonomo le rampe con pendenza fino all’8%, anche se le pendenze fino al 6% assicurano un livello di sforzo più moderato e tollerabile.

I percorsi con pendenza superiore all’8% possono essere affrontati solo con un accompagnatore e devono essere chiaramente segnalati. Solamente nel caso di adeguamenti in ottica di accessibilità di edifici preesistenti sono ammesse, in particolari casi, rampe con pendenze del 10-12%, e del 15% solo per brevi raccordi stradali e passi carrabili.

Dimensioni ed equipaggiamento delle pedane

La larghezza minima di una rampa per accesso di una singola carrozzella è 90 cm, mentre se si prevede il transito di due carrozzine in senso di marcia inverso lo spazio minimo è 150 cm.

Il percorso inclinato deve essere provvisto di ringhiera o parapetto dell’altezza di almeno 1 metro e con fessure longitudinali minori di 10 cm e di un cordolo lungo il bordo inferiore, per impedire lo slittamento delle ruote fuori dal percorso. La pavimentazione deve essere in materiale antisdrucciolevole, con un alto coefficiente di rugosità e le estremità di accesso alla rampa devono essere segnalate con bande a contrasto e con superfici a identificazione tattile per i non vedenti.

Guida alla scelta: una pedana per qualsiasi esigenza

Oggi il panorama delle pedane, delle rampe e degli scivoli per le persone disabili è estremamente ricco di soluzioni versatili, semplici e personalizzabili.

In base al tipo e alla collocazione del dislivello esistono pedane:

  • permanenti per interni/esterni, in materiali resistenti come gomma dura, alluminio, acciaio, per risolvere in modo definitivo il problema di accessibilità
  • rampe carrabili o per un transito misto, in materiali indeformabili al peso e alle intemperie
  • rampe rimovibili per un utilizzo non continuativo: le varianti sono molte, dalla pedana leggera in alluminio o vetroresina pieghevole, ideale per piccole pendenze, ai binari in acciaio telescopico che, quando non sono utilizzati, si ripongono con uno scarso ingombro. Sono ideali per rendere accessibile uno spazio in modo immediato e in tutte quelle situazioni in cui non è possibile installare una rampa permanente
  • pedane passa cordolo da posizionare sulla soglia di una porta o di una porta-finestra, sopra il cordolo, per renderla accessibile da entrambi i lati
  • pedane per l’accesso su mezzi di trasporto pubblici e privati, pulmini allestiti per disabili.

Grazie alle possibilità di personalizzazione, è possibile avere rampe componibili e modulari, rampe a doppio binario di larghezza adatta per il passaggio di una carrozzella, rampe cingolate per superare una serie di gradini in piena sicurezza, pedane pieghevoli provviste di ruote, scivoli portatili dotati di maniglia, per consentire alla persona disabile e ai suoi accompagnatori di ovviare agli ostacoli di qualsiasi tipo che possano incontrare.

Pedane per disabili e montascale per una vita più accessibile

Le pedane per disabili e i montascale a pedana o a poltroncina sono strumenti complementari che contribuiscono a realizzare percorsi totalmente accessibili.

Le pedane sono ideali per azzerare i dislivelli medio-bassi mentre i montascale sono preposti a superare, con un ingombro minimo e senza opere di muratura, le rampe di scale, singole o composte, con qualsiasi pendenza e conformazione.

L’autonomia di movimento diventa un’opportunità reale per la persona disabile che non trova più aree precluse al suo accesso in carrozzella. Strutture turistiche, ristoranti, musei, centri commerciali, luoghi di lavoro, centri sportivi, abitazioni nei centri storici, piccoli e grandi condomini o case monofamiliari: grazie alla combinazione di pedane fisse di pendenza diversa e di montascale è possibile creare un percorso continuo che dal parcheggio conduce agli spazi aperti e ai vari piani degli edifici.

Nella scelta del montascale occorre valutare la condizione della propria utenza. Un montascale a pedana come Fluido di KONE Motus è ideale per trasportare le persone a bordo della sedia a rotelle o chi usa un deambulatore. Un montascale a poltroncina come Vivace di KONE Motus è preferibile per chi ha un’autonomia di movimento sufficiente per accomodarsi sul sedile del montascale e a fine percorso può tornare nella posizione in piedi o sulla carrozzella.