Ascensori e montacarichi: le differenze

Muoversi liberamente in casa propria, se l’abitazione è disposta su due o più piani, può essere un problema per anziani, persone in sedia a rotelle o per chi deve trasportare la spesa o un passeggino. Ascensori e montacarichi possono risolvere il problema degli spostamenti e abbattere le barriere architettoniche dentro casa.

Si tratta di due dispositivi che aiutano il movimento in modi diversi. Vediamo le differenze per quanto riguarda la loro installazione, le loro caratteristiche e l’uso, cosa prevede la normativa e come scegliere il dispositivo più adatto per muoversi liberamente in casa.

Cosa si intende per ascensore e per montacarichi

L’ascensore può trasportare un numero elevato di persone per molti piani e può sopportare capacità di carico elevate. Si tratta quindi di un impianto complesso, pensato per essere utilizzato molte volte di seguito. Normalmente lo ritroviamo all’interno di condomini con oltre 4 piani, ospedali, centri commerciali e grandi aziende.

Il montacarichi, invece, è nato per trasportare oggetti, ma spesso le persone usano il termine “montacarichi per disabili” intendendo i sistemi di elevazione per il trasporto di persone in carrozzina, che funzionano solo se c’è una persona a bordo ad azionarli. Questa soluzione viene anche chiamata piattaforma elevatrice a vite. 

Il montacarichi o, per meglio dire, la piattaforma elevatrice per persone disabili permette il trasporto di un eventuale accompagnatore. La sua velocità massima è di 0,1 metri al secondo per assicurare un movimento fluido e dolce. È disponibile con o senza vano, a seconda del dislivello in altezza da superare.

Velocità, capacità di carico, spazi extra corsa

L’ascensore e la piattaforma elevatrice sono sistemi di trasporto verticale delle persone e condividono una funzione: superare un dislivello, che può essere di molti piani nel primo caso o di pochi nel secondo. Quindi sono indispensabili per il superamento delle barriere architettoniche.

Si tratta però di due impianti diversi per velocità, uso e struttura.

Il compito dell’ascensore infatti è trasportare un certo numero di persone a una velocità da 1,5 metri al secondo e oltre. Spesso serve edifici di molti piani e viene azionato diverse volte nell’arco delle 24 ore. 

La piattaforma elevatrice, invece, nota anche col nome di miniascensore, ha una capacità di carico minore ed è nata per migliorare l’accessibilità degli edifici con pochi piani. Si muove più lentamente dell’ascensore (fino a 0,15 metri al secondo) e proprio per questo, non richiede spazi extracorsa in alto (testata) o in basso (fossa). Si appoggia direttamente sul pavimento spesso senza lavori strutturali impegnativi.

Entrambi i sistemi possono essere installati all’interno dell’edificio o all’esterno. Di solito si opta per questa seconda soluzione quando l’immobile, al suo interno, non ha un vano sufficientemente ampio per ospitare il sistema di elevazione (ascensore o piattaforma elevatrice che sia).

La normativa su ascensori e montacarichi

La normativa di riferimento per gli ascensori è la UNI EN 81-41: 2011 e dà indicazioni riguardo ai requisiti di sicurezza per fabbricazione, installazione, manutenzione e smantellamento.

I montacarichi da normativa vengono ritenuti “macchine” e per essi si fa riferimento alla Direttiva Macchine 2006/42/CE, che modifica la Direttiva 95/16/CE riguardante gli ascensori.

Con la modifica al Decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162 contenente il “Regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio”, l’Italia ha adeguato la propria normativa alle leggi europee.

La Direttiva Macchine 2006/42/CE, in particolare, dà indicazioni riguardo a:

  • i contenuti minimi e le modalità di redazione delle istruzioni per l’uso corretto
  • la dichiarazione di conformità
  • la marcatura CE, che deve essere presente sulle macchine
  • i requisiti essenziali di sicurezza e salute

Nel caso dei montacarichi, la Direttiva Macchine 2006/42/CE dà indicazioni per il trasporto in sicurezza di persone disabili in carrozzella.

La persona disabile che si trova a bordo deve, infatti, potersi muovere e fare le manovre in maniera comoda, avere libero accesso a comandi e maniglie, oltre che al pulsante di emergenza. Se qualcosa ostruisce la porta o c’è un’emergenza, deve attivarsi un meccanismo di blocco. 

Installazione, manutenzione e permessi

L’installazione dell’ascensore, come abbiamo visto, richiede uno spazio sufficiente e, nel caso di edifici esistenti, può comportare delle modifiche strutturali. Prima di iniziare i lavori bisogna ottenere l’approvazione del Comune dopo aver presentato una valutazione di idoneità delle strutture portanti.

L’ascensore, infatti, per l’installazione ha bisogno di spazi extra-corsa, in alto e in basso. La manutenzione è obbligatoria e va eseguita ogni sei mesi da tecnici specializzati.

Il “montacarichi”, o meglio la piattaforma elevatrice per persone disabili, invece, si installa molto rapidamente, spesso senza opere murarie. Non è necessaria una centralina esterna e il gruppo di trazione è integrato nella piattaforma. Per poterla collocare è sufficiente creare un avvallamento di 50 millimetri nel pavimento o togliere una mattonella.

In questo caso non servono permessi particolari tranne che per l’installazione all’esterno, se si modifica la sagoma dell’edificio. La manutenzione è obbligatoria e deve essere eseguita due volte l’anno.

I punti di forza del montacarichi

Il montacarichi (piattaforma) per persone disabili consuma come un normale elettrodomestico di ultima generazione.

Se, invece, si vuole trasportare una persona disabile in carrozzina si può optare per una piattaforma elevatrice come Dinamico. Dinamico è perfetto per mansarde, piani ammezzati e ambienti con soffitti ribassati e altezze ridotte. Può essere usato anche come montacarichi e installato sia all’interno sia all’esterno.

Inoltre, può sopportare facilmente il carico di oggetti comuni e di uso quotidiano – come valigie o casse d’acqua -, può fermarsi anche nei piani ammezzati e non ingombra lo spazio della scala.

Come tutti i dispositivi della linea KONE Motus, Dinamico si inserisce perfettamente nello stile di ogni casa perché personalizzabile con accessori e finiture.

Dinamico di KONE Motus: piattaforma elevatrice per interni

Quanto costa un montacarichi per disabili?

Il prezzo di un montacarichi per persone disabili dipende da diverse variabili: 

  • Il luogo in cui viene installato (all’interno o all’esterno dell’edificio) 
  • Il tipo di vano scelto (vetrato o in muratura)
  • La sua capienza (per tre o più persone) 
  • Il numero di fermate 
  • Personalizzazioni, finiture e colori scelti

Per un’idea più precisa del costo è possibile richiedere un sopralluogo gratuito.

Un tecnico specializzato KONE Motus eseguirà una valutazione tecnica che tiene conto delle esigenze di chi usa il dispositivo e delle caratteristiche dell’abitazione, come il numero di piani e la possibilità di installazione nel vano scala o a ridosso della muratura.

Un’alternativa: il miniascensore

Infine, se si ha bisogno di un dispositivo che trasporti solo persone, anziché installare l’ascensore o il montacarichi per disabili, si può optare per un miniascensore.

Il miniascensore è un dispositivo che facilita gli spostamenti negli edifici con pochi piani, come studi, uffici, piccoli condomini, ville e appartamenti su più livelli, negozi. 

Può prevedere una o più fermate a seconda del numero di piani da collegare. Permette di raggiungere il secondo piano, un piano mansarda o il piano del garage. Occupa poco spazio ed è facile da installare e ha consumi contenuti.

Si muove in maniera dolce, alla velocità di 0,15 metri al secondo. 

I miniascensori si installano rapidamente, spesso senza incidere sulla struttura, e occupano poco più di un metro quadro. Non hanno bisogno di spazio extra corsa e possono essere installati anche all’interno del vano scala.

Il collaudo è semplice e veloce.

Nel caso di miniascensori per piccoli condomini, da interno o esterno, che modificano la struttura è necessario presentare la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata). Bisognerà, inoltre, convocare un’assemblea condominiale prima di procedere con l’installazione.

Anche per i miniascensori la manutenzione è obbligatoria per garantire il corretto funzionamento e la sicurezza.

La linea KONE Motus conta due modelli di miniascensori tra cui scegliere:

  •  Armonico è l’ideale per collegare i piani di un piccolo condominio e si può personalizzare il numero di fermate
  •  Armonico leggero, più adatto nel caso di spazi molto piccoli, come un vano scala che parte da una larghezza di 714 mm
Armonico di KONE Motus: Miniascensore per piccoli condomini

Quale soluzione scegliere?

KONE Motus mette a disposizione un servizio di consulenza gratuito per la scelta del dispositivo più adatto e per eventuali consigli su forme di finanziamento e agevolazioni fiscali.

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Scrivici se hai bisogno di informazioni di qualsiasi tipo o vuoi prendere appuntamento con un consulente KONE. Sopralluoghi e preventivi sono sempre gratuiti: elaboreremo per te una simulazione del montascale o dell’ascensore inserito nei tuoi ambienti e ti aiuteremo a scegliere il prodotto e le finiture più adatte.


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